Consigli pratici

Dottoressa Giovanna Testa, Ginecologa

L’approccio terapeutico a una sindrome premestruale di lieve o media entità deve partire dalla rassicurazione che questo non è una spia di difetto ormonale.
Sono da valutare inoltre le abitudini della donna in relazione alla dieta, all’attività fisica e agli impegni quotidiani che sente particolarmente pesanti e su cui si possono suggerire dei cambiamenti utili.

La cosiddetta Self-help therapy consiste nell’adozione di norme dietetiche e di igiene fisica e prevede modificazioni alimentari (da seguire per tutti i giorni del ciclo, ma con particolare attenzione nella fase luteale):

  • riduzione dell’introito di sale e dell’uso di prodotti conservati tramite salatura (insaccati, formaggi stagionati, prodotti in scatola) insieme ad un maggior apporto di liquidi riduce la ritenzione idrica ed i sintomi ad essa correlati.
  • riduzione degli zuccheri raffinati ( soprattutto delle bevande zuccherate)
  • limitazione della caffeina può influire positivamente sulla mastalgia oltre che sull’ansia e i disturbi del sonno
  • limitazione delle bevande alcoliche
  • riduzione di grassi di origine animale (latticini, carni rosse) con incremento di oli di origine vegetale.
  • moderata attività fisica. In particolare può essere di aiuto l’apprendimento di tecniche di rilassamento.
  • consulenza sulle modalità per modificare o gestire le situazioni maggiormente stressanti nelle relazioni interpersonali o nell’organizzazione dei propri impegni quotidiani.

Alcuni consigli pratici: dormire almeno sette ore per notte, fare movimento fisico quotidiano; ridurre lo stress della vita quotidiana; respirare lentamente e profondamente quando si sente salire la tensione.

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