La sindrome premestruale

Dottoressa Giovanna Testa, Ginecologa

Per sindrome premestruale s’intende l’insieme di sintomi fisici e psichici che compaiono immediatamente prima della mestruazione, a volte già subito dopo l’ovulazione e si risolvono pochi giorni dopo l’inizio della mestruazione. Se pur è evidente la corrispondenza cronologica tra insorgenza dei sintomi premestruali e ciclicità ormonale, la vera eziopatogenesi del quadro non è chiarita.

L’ipotesi più probabile è che lo scatenamento dei sintomi premestruali sia collegabile all’effetto degli ormoni steroidei a livello del sistema nervoso centrale sia mediato da alcuni neurotrasmettitori, sia diretto.

La diversa sensibilità individuale agli steroidi ovarici o ai loro metaboliti sembra essere l’elemento patogenetico chiave.
Ne sono colpite sottogruppi di pazienti in cui l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio risulta particolarmente vulnerabile nei momenti di variazione ormonale.

Gli stessi soggetti potrebbero lamentare modificazioni importanti del tono dell’umore durante terapie ormonali estroprogestiniche, depressione post partum e disturbi affettivi in menopausa.
L’incidenza è stimabile intorno al 40% delle donne in età fertile ed ha il picco d’incidenza tra i 25 e i 45 anni.

L’intensità della sindrome premestruale è molto variabile: nelle forme lievi-medie la paziente può accusare una modesta ritenzione idrica, una moderata propensione all’irritabilità, un maggior bisogno di cibi dolci o salati, gonfiore addominale e un aumento di peso anche consistente;
nella forma più severa, nota come “sindrome disforica della fase luteale tardiva”, presente nel 4-7% delle donne, i sintomi psichici sono tali da interferire pesantemente nella vita di relazione con livelli anche molto gravi di depressione e aggressività.

I principali disturbi della sindrome premestruale sono:

Somatici

Tensione mammaria
Sensazione di gonfiore
Disturbi gastroenterici
Cefalea
Edema delle estremità
Vertigini
Palpitazioni
Vampate di calore
Nausea

Psicoaffettivi

depressione
irritabilità
fatica
insonnia/ipersonnia
variazioni improvvise di umore
cambiamenti di appetito
crisi di pianto
difficoltà di concentrazione e di memoria

La diagnostica prevalentemente legata all’anamnesi, deve essere particolarmente prolungata ed attenta su:

  • Caratteristiche del ciclo mestruale
  • Tipologia e durata dei sintomi
  • Tipo di alimentazione e stile di vita
  • Disturbi affettivi nei familiari (soprattutto quadri depressivi prolungati) e situazioni di grossa conflittualità in famiglia
  • Clima e rendimento scolastico o situazione dell’ambiente lavorativo
  • Presenza di lutti, stress o di altri eventi significativi recenti

E’ consigliabile avvalersi di una specie di diario per l’autoregistrazione dei sintomi, della loro comparsa e scomparsa in relazione al ciclo mestruale, unita ad una valutazione di intensità.

L’autoregistrazione è importante per la conferma diagnostica: per essere certi di trovarsi veramente di fronte ad una sindrome premestruale oltre che a monitorare l’effetto dei trattamenti.

La valutazione endocrina è raramente d’aiuto.

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