Aria condizionata e cefalea
L'avviso arriva dall'Istituto scientifico di Pavia dell'Irccs Fondazione Maugeri che ha elencato una serie di rischi portati dall'uso eccessivo dell'aria condizionata durante i periodi di caldo afoso.
I condizionatori d'aria, oltre ad abbassare la temperatura, eliminano anche buona parte dell'umidità contentua nell'aria. L'umidità dell'aria è sicuramente la parte più fastidiosa del caldo, ancora più delle alte temperature che si possono raggiungere nel nostro paese.
L'utilizzo consapevole del condizionatore è quindi molto positivo per rinfrescare gli ambienti ed evitare una serie di disturbi respiratori che si possono acquire durante i periodi afosi. Chi soffre d'asma, infatti, spesso vede peggiorare i propri sintomi.
Troppo spesso però i condizionatori non sono utilizzati nel modo corretto e, per questo, sono la prima causa di problemi come: bronchiti, polmoniti, raffreddori, contratture, dolori ossei, dolori muscolari, torcicollo, congiuntiviti e cefalea.
La cefalea da aria condizionata può derivare da problemi di sinusite, ma anche dalla tensione dei muscoli del collo (cefalea tensiva) e dalle brusche variazioni di temperatura tra esterno e interno, che non dovrebbero mai superare i 10 gradi.
I consigli per chi è costretto a lavorare in ambienti fortemente condizionati è quello di portarsi sempre un golfino e una sciarpa per proteggere il collo e la gola. Inoltre, è bene cercare di non mettersi mai vicino alle bocchette d'aria fredda, idratarsi bevendo almeno un litro e 1/2 di acqua al giorno.
Fonte: Adkronos
