Mal di testa? I fattori climatici non c'entrano

Molto spesso attribuiamo il nostro mal di testa al tempo, anzi in particolare ad un cambio di clima improvviso, ma anche ad un cambio di stagione, ad un vento molto forte all’umidità di un temporale.

Ma le nostre supposizioni sono state smentite dalla rivista Cephalalgia che ha da poco pubblicato uno studio dell’Università di Vienna che evidenzia come la correlazione fra emicrania e condizioni metereologiche non sussista in realtà, ed anzi spesso un vento forte può addirittura attenuare il dolore così come un cambio di pressione o temperatura climatica può non modificarlo minimamente.

I ricercatori austriaci, un gruppo di neurologi guidati da Karin Zebenholzer, hanno seguito da ottobre 2009 a marzo 2010 238 pazienti, con un’età media di 42 anni, chiedendo all’Istituto Centrale di meteorologia e geodinamica del loro Paese di registrare il clima, temperatura, umidità, vento, illuminazione e precipitazioni, ogni giorno nella zona dove vivevano i soggetti osservati.

I 238 pazienti poi contemporaneamente dovevano complicare dei questionari dettagliati con domande sulla loro percezione del clima e su come era caratterizzata la loro cefalea. Il risultato è stato che nessun dato poteva portare alla chiara conclusione che il clima influiva sul mal di testa.

Il motivo per cui spesso chi soffre di mal di testa tende ad associarlo alle variazioni climatiche quindi deriva, secondo il professor Manzoni dell’Università di Parma, ad una spiegazione del tutto personale associata a cose che si conoscono come appunto il clima, lo stress o qualche cibo che si è mangiato.

Cephalalgia

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